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Disturbi Mentali

La depressione nei bambini e negli adolescenti PDF 

11 novembre 2004 - a cura di Antonio d'Amore, Psicologo e Psicoterapeuta

 

Studi epidemiologici recenti hanno evidenziato che tra i ragazzi della fascia d'età compresa tra i 9 ed i 17 anni, una percentuale consistente (oltre il 7%), soffre di disturbi depressivi (depressione maggiore e distimia), e che l'età di esordio di questi disturbi sembra essere, oggi, più precoce che nei decenni passati.

 

Tra i bambini, la diffusione è minore (circa il 2%), che tra gli adolescenti (4-8%).

A queste età, la depressione spesso si accompagna ad altri disturbi mentali come l'ansia, i disturbi da comportamento dirompente o l'abuso di sostanze stupefacenti, ed a malattie come il diabete; inoltre, accresce il rischio di suicidio.

 

Le caratteristiche ed i criteri diagnostici della depressione nei bambini e negli adolescenti sono simili a quelli per gli adulti. Di solito, un bambino o ragazzo depresso è triste, non ha più interesse per le attività che prima lo facevano divertire, spesso si critica e si sente criticato. Si sente poco amato, pessimista ed anche senza prospettive per il futuro, pensa che la vita non valga la pena di essere vissuta, e in alcuni casi, può addirittura avere idee suicide. Il bambino o il ragazzo depresso tende ad essere facilmente irritabile, e spesso, anche aggressivo; è indeciso, ha problemi di concentrazione, è privo d'energia e scarsamente motivato; trascura l'igiene personale ed il modo di vestirsi. Il suo sonno è fortemente disturbato.  

Nonostante le numerose similitudini nelle caratteristiche della depressione tra gli adulti ed i bambini o gli adolescenti, il riconoscimento e la diagnosi risulta più difficile in questi ultimi per una serie di motivi:

  • il modo in cui i sintomi vengono espressi varia col variare dello stadio di sviluppo;

  • i bambini ed i giovani adolescenti depressi possono avere difficoltà a riconoscere e descrivere correttamente le loro emozioni ed il loro umore;

  • i familiari hanno una bassa probabilità di accorgersi dello stato depressivo dei propri figli.

I fattori di rischio

Prima della pubertà, maschi e femmine hanno la stessa probabilità di sviluppare una depressione, ma dopo i 15 anni le ragazze hanno una probabilità doppia rispetto ai ragazzi.

Quei bambini che sviluppano una depressione prima della pubertà, con molta probabilità hanno uno dei genitori che, a sua volta, ha avuto un'esperienza precoce di depressione, ed hanno anche un rischio maggiore di sviluppare altri disturbi mentali durante l'età adulta. Quelli che, invece, diventano depressi dopo la pubertà hanno una probabilità maggiore di andare incontro ad un altro episodio depressivo.

Altri fattori di rischio sono: 

  • lo stress;
  • il fumo di sigarette;
  • la perdita di un familiare o di una persona cara;
  • l'interruzione di una relazione amorosa;
  • disturbi da comportamento dirompente, della attenzione o dell'apprendimento scolastico;
  • abusi, violenze o abbandoni;
  • traumi dovuti a calamità naturali.

 

Il trattamento

 

Il trattamento della depressione nei bambini e negli adolescenti prevede l'uso della psicoterapia e dei farmaci, sia separatamente, che abbinati. In molti casi è previsto anche un intervento sulla famiglia o in ambito scolastico.   

LA PSICOTERAPIA:

Alcune ricerche recenti indicano che certi tipi di psicoterapia breve, sono efficaci nel ridurre la sintomatologia depressiva nei bambini e negli adolescenti.

Tra le altre psicoterapie, la cognitivo-comportamentale (TCC) è quella più studiata. La TCC si basa sulla premessa che le persone depresse presentano delle distorsioni in alcuni schemi mentali che li portano a vedere sé stessi, il mondo circostante ed il loro futuro in modo altrettanto distorto. Compito della TCC è quello di identificare e modificare questi schemi mentali ed i comportamenti ad essi legati.   

I FARMACI:

 

L'uso di farmaci per il trattamento dei disturbi mentali, nei bambini e negli adolescenti, è controverso. Molti medici, infatti, si mostrano riluttanti all'uso dei farmaci, principalmente per la mancanza di studi che mostrino, con chiarezza, oltre all'efficacia, livelli soddisfacenti di sicurezza.

Di recente sono stati fatti studi, in cui sono stati usati farmaci antidepressivi del tipo ISRS (i cosidetti inibitori selettivi del recupero della serotonina) per il trattamento di depressioni gravi e persistenti in bambini e adolescenti. Questi farmaci hanno mostrato buoni livelli d'efficacia e di sicurezza. Di contro, gli studi fino ad ora effettuati utilizzando i cosidetti antidepressivi triciclici, non hanno mostrato un'efficacia altrettanto buona, per questa fascia d'età.

In generale, si può dire che i farmaci dovrebbero essere utilizzati soltanto nei casi in cui i bambini o gli adolescenti mostrano una sintomatologia grave, tale ad esempio da non consentire il ricorso alla psicoterapia, oppure nei casi in cui sia presente una psicosi, o ci si trovi in presenza di episodi depressivi ricorrenti o cronici

Il disturbo bipolare  

Il disturbo bipolare è raro tra i bambini, mentre è un po’ più frequente tra gli adolescenti. In entrambi i casi, la probabilità di sviluppare il disturbo è maggiore in chi ha un genitore che presenta lo stesso tipo di problema.

Una percentuale compresa tra il 20% ed il 40% degli adolescenti che hanno una depressione maggiore, sviluppa un disturbo bipolare nel corso dei 5 anni successivi all'esordio della depressione.

 

Quando l'esordio del disturbo è intorno alla pubertà, spesso è preceduto o accompagnato da problemi comportamentali tipo quelli che si riscontrano nel disturbo da deficit d'attenzione e iperattività o nei disturbi da comportamento dirompente e che richiedono un apposito trattamento; quando l'esordio è, invece, nella tarda adolescenza o nell'età adulta, tende a manifestarsi all'improvviso, e quasi sempre con un episodio maniacale.

Il trattamento del disturbo bipolare prevede essenzialmente l'uso di farmaci (per esempio il litio, l'acido valproico o la carbamazepina), che di solito, nell'adulto, sono efficaci nello stabilizzare l'umore e nel ridurre la frequenza dell'alternarsi delle fasi depressive e maniacali.

Nei bambini e negli adolescenti, il trattamento farmacologico del disturbo bipolare si basa essenzialmente sull'esperienza accumulata sugli adulti, in quanto vi sono pochissimi studi specifici per questa fascia d'età.

 

FONTI D'INFORMAZIONE 

 

  • American Psychiatric Association. DSM-IV-TR: Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Text Revision. Editrice Masson, 2002.
  • National Institute of Mental health. Link>>
  • American Academy of Child and Adolescent Psychiatry. Link>>
  • The Surgeon General. Mental health: a report of the Surgeon General. 1999. Link>>

 

SEGNALI CHE NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI POSSONO ESSERE ASSOCIATI ALLA DEPRESSIONE

  • frequenti segnalazioni di dolori alla testa, allo stomaco, ai muscoli, o di una certa stanchezza;
  • assenze frequenti da scuola o calo nel rendimento scolastico;
  • minacce o tentativi di fuga da casa;
  • tendenza a protestare, ad avere scatti d'ira o a piangere senza comprensibili motivi;
  • mostrarsi annoiato;
  • perdita d'interesse a giocare con gli amici;
  • uso di sostanze alcoliche o stupefacenti;
  • tendenza ad isolarsi e a comunicare poco con gli altri;
  • paura della morte;
  • scarsa tolleranza verso i rifiuti da parte degli altri o per eventuali insuccessi;
  • irascibilità, rabbia e ostilità elevate nei confronti degli altri;
  • adozione di comportamenti spericolati;
  • difficoltà nelle relazioni sociali.
 

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