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Salute Mentale

Perdere peso: pro e contro dal punto di vista psicologico PDF 

9 marzo 2005 - a cura di Antonio d'Amore, Psicologo e Psicoterapeuta

 

 

Negli ultimi decenni, abbiamo assistito al diffondersi dell'obesità e, parallelamente, all'affermarsi della magrezza come ideale di bellezza. Come conseguenza si è avuta la crescita smisurata del numero di persone che cercano di perdere peso. E’ stato stimato che, negli Stati Uniti, la percentuale della popolazione che sta cercando di ridurre il proprio peso è compresa tra il 25% ed il 40%.

In Italia, la stima più recente indica che la percentuale è intorno al 34%. Non tutte le persone comprese in queste statistiche hanno problemi di sovrappeso e obesità; molte, infatti, sono normopeso o addirittura sottopeso. Le motivazioni che spingono a cercare di ridurre il peso corporeo sono diverse: alcuni lo fanno semplicemente per migliorare l'aspetto fisico; altri per evitare di sviluppare malattie associate al sovrappeso e all'obesità; altri ancora perché, essendo discriminati per l’eccesso di peso, pensano di ottenere una maggiore accettazione da parte degli altri.

I metodi attraverso cui è possibile raggiungere una riduzione del peso corporeo sono: la dieta, l’esercizio fisico, le tecniche psicologiche per la modificazione del comportamento e il trattamento farmacologico. Non tutti quelli che vogliono perdere peso scelgono la stessa strategia. Alcuni ricorrono all'aiuto di specialisti (dietologi, nutrizionisti o psicologi). Molti preferiscono il metodo "fai da te". In questo secondo caso, poi, alcuni adottano comportamenti “salutari”, come limitare le porzioni, mangiare più frutta e verdura, o incrementare l'attività fisica; altri, invece, comportamenti “non salutari”, come digiunare o saltare i pasti; altri ancora comportamenti che possono essere considerati “patologici”, come provocarsi il vomito dopo aver mangiato o fare abuso di diuretici e lassativi.

Negli obesi bastano anche modeste (10-15%) riduzioni del peso corporeo per avere effetti positivi sulla salute fisica. Un po’ più complessa è la situazione che riguarda gli effetti a livello psicologico. Infatti, nei programmi clinici in cui viene applicata una restrizione calorica, si evidenzia un andamento a due fasi. Nella prima fase, di solito, si registra un miglioramento dello stato dell'umore generale, successivamente, si presentano una serie di reazioni negative. Quest’andamento è determinato dal fatto che molti obesi iniziano la loro dieta dimagrante essendo in una condizione d’insoddisfazione e di depressione; quindi, l'iniziale successo nel calo ponderale determina un netto miglioramento del tono dell'umore. Nel momento in cui, però, il calo di peso tende ad arrestarsi, subentra la delusione, che spinge molti a considerare fallita la dieta, e si fa largo uno stato di depressione e sfiducia in sé stesso. La delusione è quasi sempre frutto di aspettative troppo elevate di riduzione del peso e, perciò, impossibili da raggiungere.

Nelle persone di peso normale che si sottopongono ad una forte restrizione calorica, le reazioni psicologiche differiscono da quelle descritte per gli obesi, e sono caratterizzate, oltre che da sbalzi d'umore, depressione, ansia, irritabilità e rabbia, da una sensazione di perdita di controllo che porta a vere e proprie abbuffate, sopratutto in presenza di cibi attraenti (per esempio quelli proibiti durante la dieta). Questa situazione ha, tali similitudini con le emozioni ed i comportamenti tipicamente riscontrabili nelle persone che soffrono di bulimia nervosa, che alcuni studiosi considerano la dieta il fattore di rischio principale per lo sviluppo dei disturbi del comportamento alimentare. Tuttavia, al momento attuale non esistono prove certe, che consentano di affermare l’esistenza di un legame di causa-effetto tra la dieta ed i disturbi del comportamento alimentare.

E' sempre raccomandabile prima di cominciare un qualunque programma di riduzione del peso corporeo, sottoporsi ad un’attenta analisi dei rischi e dei benefici, sia dal punto di vista medico, che psicologico. La valutazione dovrebbe essere fatta da specialisti in medicina, nutrizione e psicologia. Una volta stabilito se sia opportuno o meno per una persona iniziare un programma di riduzione del peso corporeo, è importante anche individuare, quale metodo utilizzare, quando è bene intervenire e quanto peso può essere ragionevolmente perduto.

 

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