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Salute Mentale

La comunicazione tra genitori e figli PDF 

26 aprile 2010 - a cura di Grazia Pezzini, Psicologa

 

Nella nostra vita la cominicazione riveste un ruolo fondamentale. Essa può essere vista sia come semplice trasmissione di informazioni da un soggetto (detto emittente) ad un altro (detto ricevente), sia come condivisione di significati, emozioni e sentimenti; nel primo caso l'accento viene posto sul trasferimento di informazione, nel secondo caso sulla relazione tra emittente e ricevente. Occorre sottolineare che l'informazione di per sé non può mai essere veramente obiettiva e neutrale; piuttosto, essa deve essere vista come unilaterale e soggettiva in quanto volta ad influenzare i comportamenti del ricevente. Pertanto, si può affermare che la finalità della comunicazione è duplice: informare e persuadere.


Alla base di ogni buona comunicazione c’è sempre la capacità di saper ascoltare. Per diventare un “buon ascoltatore” o per meglio dire un “ascoltatore attivo” bisogna far propri cinque elementi chiave della comunicazione:

  1. prestare attenzione – E’ bene dare a chi parla la massima attenzione così da recepirne al massimo il messaggio; per questo è bene guardare l’interlocutore in viso senza farsi distrarre da pensieri interni o da altri fattori esterni;
  2. mostrare apertamente che si sta ascoltando - Si può usare il linguaggio del corpo (o non-verbale) per comunicare che si sta dando attenzione. Annuire di tanto in tanto, sorridere ed usare altre espressioni facciali, assumere una postura aperta, incoraggiare  chi parla a continuare con piccoli cenni verbali (“si”, “uh huh”), fa sì che l’interlocutore si senta ascoltato;
  3. fornire informazioni di ritorno all’interlocutore - Le proprie convinzioni, idee e opinioni possono distorcere la comprensione del messaggio. Perciò ripetere quello che l’altro dice parafrasandolo (“Quello che mi dici sembra…”), fare domande che possano chiarire alcuni punti (“Che cosa intendi dire…” “Vuoi dire che…”), riassumere periodicamente le affermazioni dell’altro, danno la conferma dell’ascolto, oltre che ridurre la probabilità di un’errata interpretazione di ciò che è stato detto;
  4. rinviare a dopo i propri giudizi - Quando si comunica le interruzioni sono solo una perdita di tempo: frustrano l’interlocutore e limitano la piena comprensione del messaggio. Lasciare finire l’interlocutore senza interromperlo con altre argomentazioni è una buona norma;
  5. rispondere in maniera appropriata alle circostanze - L’ascolto attivo si basa sul rispetto e la comprensione. E’ bene esprimere le proprie opinioni con rispetto trattando gli altri come vorrebbero essere trattati.

 

L’ascolto attivo è un’abilità che si può apprendere ed allenare ed ha un ruolo fondamentale nella comunicazione efficace

 

E’ molto importante per i genitori riuscire a comunicare in maniera efficace con i propri figli: ciò giova non solo a questi ultimi, ma a tutti i membri della famiglia indistintamente.
I figli imparano le modalità comunicative dai loro genitori: perciò se questi usano una comunicazione aperta ed efficace lo stesso faranno i figli.
Quando la comunicazione tra genitori e figli è efficace i figli si creano un’immagine di se stessi positiva e gratificante; di contro quando la comunicazione è inefficace spesso si insinua in loro l’idea di essere  inascoltati o incompresi e di conseguenza di essere poco importanti. I genitori che comunicano efficacemente con i propri figli sono soddisfatti nel vedere che vengono ascoltati e che i figli fanno ciò che loro gli dicono di fare. Al tempo stesso i figli sanno ciò che i genitori si aspettano da loro e perciò sono più tranquilli e si sentono compresi dalla famiglia.
E’ quando i figli sono piccoli che si deve cominciare a porre le basi per una comunicazione efficace: i genitori si devono mostrare disponibili quando i figli fanno domande o quando vogliono intraprendere un discorso; è importante che i genitori si mostrino anche amorevoli e comprensivi. L’atmosfera che così viene a crearsi fa in modo che i figli siano più propensi ad aprirsi e confidarsi con i propri genitori.

 

Quando i genitori ascoltano i propri figli dovrebbero sempre mostrare interesse e prestare la massima attenzione a ciò che gli viene detto

 

Quando si parla col proprio figlio, soprattutto se è molto piccolo, è bene mettersi al suo livello comunicativo, adottando un linguaggio verbale e non-verbale (gesti, espressioni facciali, posture, ecc.) che può essere ben compreso da lui. Comportamenti quali l’accucciarsi, o il chinarsi mentre gli si parla, così da guardarlo negli occhi, è rassicurante e favorisce da parte sua una comunicazione spontanea. Apostrofarlo dall’alto, invece, non farà che aumentare in lui  un senso di disagio ed inadeguatezza e molto probabilmente un blocco nella comunicazione.
Ci sono alcune semplici regole che è bene tenere a mente quando si interagisce con i figli, soprattutto quando sono piccoli:

  1. usare frasi concise - Una buona regola è essere sintetici, verificando se ciò che è stato detto è stato ben compreso: l’irrequietezza e la mancanza di contatto oculare sono due indici che denotano certamente distrazione da parte dei figli e che quindi impediscono una buona comprensione del messaggio verbale che si sta trasferendo;
  2. porre la domanda giusta - Il genitore dovrebbe porre al figlio domande “aperte” invece di fare domande “chiuse” (quelle cioè che presuppongono come risposta un “si” o un “no”). Le domande “aperte” sono tutte quelle che cominciano con “Che cosa…” “Dove…” Chi…” Come…”. Ovviamente bisogna evitare di porre al figlio troppe domande in successione così da confonderlo e da farlo sentire sotto interrogatorio;
  3. condividere col figlio i propri pensieri e le proprie idee ma senza esprimere giudizi - Si trasmettono così valori e principi; inoltre se il genitore si confida abitualmente con il proprio figlio, questi molto più facilmente si confiderà con lui;
  4. ammettere i propri limiti - Quando il figlio fa una domanda al genitore e questi non sa rispondere è meglio riconoscere i propri limiti nelle conoscenze piuttosto che dargli risposte a caso. Può essere un utile spunto per insegnare al figlio come cercare la risposta ad esempio utilizzando un’enciclopedia o internet;
  5. dare al figlio le informazioni richieste – E’ necessario fare attenzione che le risposte siano adeguate all’età del figlio. Il genitore dovrebbe incoraggiarlo a porre domande, e lasciare che da solo tragga le sue conclusioni per poi confrontarle con le proprie.

Prima o poi in tutte le famiglie si presentano momenti conflittuali: perciò è importante imparare a smorzare i toni della comunicazione per riportarla ad essere efficace. Ecco alcuni suggerimenti pratici di

cose da fare:

  1. affrontare un problema alla volta - Per evitare confusione è bene affrontare un aspetto alla volta così da non rischiare di perdere di vista il problema di fondo;
  2. trovare un modo creativo di risolvere il problema - Il genitore deve considerare che ci può essere più di una soluzione ad un singolo problema: si tratta solo di trovare, insieme al figlio, quella che accontenta entrambi. Procedere in questo modo fa sì che si impari ad essere più flessibili;
  3. essere cortesi - Non si deve dimenticare che i figli meritano rispetto: bisogna imparare a controllarsi anche durante una conversazione conflittuale evitando di dire cose che potrebbero ferirli;
  4. fare riferimenti più a se stesso che all’altro – E’ meglio dire “Mi sento sconfortato quando non metti in ordine i tuoi giocattoli!” invece di dire “Non metti mai in ordine i giocattoli!”; in questo modo si danno informazioni sul proprio stato d’animo conseguente al comportamento del figlio, anziché accusarlo o rimproverarlo. Questo atteggiamento aumenta nel bambino il senso di responsabilità circa le proprie azioni e lo porta ad esprimere anch’egli i propri stati d’animo;
  5. essere pronti a perdonare – E’ bene che il genitore insegni al proprio figlio ad essere disponibile al perdono;

cose da evitare:

  1. brontolare e fare sermoni - Bisogna comunicare con frasi brevi e chiare ciò che si vuole. E’ inutile ribadire i concetti più del necessario: un concetto espresso in maniera chiara non ha bisogno di essere ripetuto una seconda volta;
  2. interrompere - Quando il figlio sta parlando è bene aspettare che abbia finito di esprimersi prima di replicare;
  3. evitare le critiche - Ogni critica viene vissuta come un attacco personale e se proprio deve essere fatta deve essere solo riferita a quanto viene verbalizzato e non diretta al figlio come persona;
  4. non fare mai riferimento ad errori pregressi - Se il figlio  ha commesso un errore in passato, è bene cercare di non mensionarlo;
  5. cercare di controllare il figlio facendo leva sul suo senso di colpa - Ciò è profondamente sbagliato e nuoce al rapporto genitore-figlio;
  6. essere sarcastici o ridicolizzare - Questo comportamento ferisce il figlio e lo fa sentire rifiutato, non amato e inadeguato;
  7. dire al figlio cosa deve fare - Bisogna lasciare al figlio la possibilità di trovare insieme la soluzione più idonea al problema. Se gli si dice ciò che deve o non deve fare, crederà che non può avere alcun controllo sulle sue azioni;
  8. minacciare - Le minacce sono raramente efficaci e creano ostilità;
  9. mentire - I genitori dovrebbero essere aperti ed onesti verso i propri figli così da incoraggiare in loro un comportamento analogo. I figli sono molto sensibili nell’intuire quando non gli si sta dicendo la verità;
  10. negare il vissuto del figlio - Il figlio va incoraggiato cercando di interpretare il suo vissuto, consolandolo e facendogli sentire che nonostante tutto si è dalla sua parte.

 

La comunicazione efficace presuppone molto lavoro e pratica: i genitori dovrebbero fare lo sforzo di comunicare efficacemente con i propri figli fin da quando sono piccoli. Il risultato non può che essere una relazione genitore-figlio più positiva e meno stressante

 

FONTI D'INFORMAZIONE: 

http://www.parenting-ed.org/handouts/communication-parent%20to%20child.pdf

http://www.parenting-ed.org/handouts/Communicating%20with%20Child%20Handout.pdf 

http://www.mindtools.com/CommSkll/ActiveListening.htm