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Il coraggio di chiedere aiuto allo psicoterapeuta PDF 

scritto da V.C. (donna, anni 63)


Vorrei raccontare la mia esperienza e sento che è importante farlo in quanto il mio non è un caso isolato, ma da condividere con tante altre “vittime”. Aver subito un trauma come quello che ho subito io e come molte altre persone e donne hanno dovuto subire o stanno ancora subendo, è un’esperienza che schiaccia chiunque, che ti paralizza e che ti cambia la vita, tenendoti bloccata in una sorta di oblio.

La mente infatti si difende, usa strategie, vuole dimenticare, ti fa credere che non è mai esistito quello che è accaduto, ma non ti fa più vivere come prima, perché non è più come prima; quella ferita, se svelata e rivissuta, sarebbe ormai una colpa e una vergogna da attribuire esclusivamente a te stessa. Scrivo la mia testimonianza con la speranza che altre persone, che si trovano nella condizione che io ho vissuto, abbiano la forza, la fiducia e il coraggio di aprirsi e di farsi aiutare attraverso una psicoterapia. Io ce l’ho fatta a riprendere piano piano la mia vita, credendo nella possibilità di ricostruire ma soprattutto avendo fiducia nell’aiuto da parte degli altri, perché a questo mondo non si è soli!

Alcuni mesi fa ho appreso una notizia che ha sconvolto la mia mente. Ho saputo che mio fratello, quando sua figlia aveva 13 anni, ora ne ha 32, l’ha molestata sessualmente, l’ha violentata e non sono lei ma anche una nipote della moglie, coetanea della figlia. Scoprire che mio fratello, a cui voglio molto bene, è stato un pedofilo in un periodo della sua vita, è stato per me come un fulmine a ciel sereno. Non potevo crederci e ho cercato di giustificarlo e di pensare che in quel momento era malato, ma più pensavo a quegli episodi per trovare una scusa, perché per me era un fatto atroce, più si aprivano dentro la mia mente delle scene, dei flash back che mi riportavano indietro di 40 anni, finchè non ho ricordato che durante l’adolescenza io stessa avevo subito una violenza sessuale, la quale, lo stavo capendo solo in quel momento, aveva inciso negativamente sulla mia vita. Io credevo di aver superato il trauma della violenza sessuale subita, ma invece mi è tornato tutto alla mente e ho sentito di nuovo una grande sofferenza. Quell’episodio terribile era solo sopito, finchè non è uscito, sollecitato da un’esperienza simile e altrettanto dolorosa, con tutta la sua violenza. Capivo e sentivo che per 40 anni avevo nascosto, negato a me stessa quest’esperienza atroce per cercare di andare avanti come se nulla fosse successo, perché, anche se, chi mi aveva violentata era molto più grande di me, io mi sentivo in colpa, mi sentivo sporca, insomma era tutta colpa mia.
A distanza di anni il solo pensiero di avere rapporti sessuali con un uomo, anche volendogli bene, mi faceva venire la nausea, mi faceva schifo. Se guardo al mio passato vedo tanta solitudine, che cercavo di compensare con il cibo, il quale mi faceva sentire meno sola, mi riempiva. Avevo sempre fame e mangiando molto ingrassavo, volevo così nascondermi al mondo, per non esistere, per vergogna, perché non meritavo altro.
Ho provato da sola a superare i miei problemi, ma mi sono dovuta arrendere. Ho capito che da soli non è facile affrontare e superare delle esperienze passate dolorose, perché in ogni istante ci “fidiamo” esclusivamente di ciò che ci suggerisce la nostra mente, la quale indirizza e governa le nostre sensazioni, emozioni e azioni, facendole apparire come l’unica alternativa e soluzione della nostra esistenza. Ma è solo paura, paura di rivivere quell’orribile esperienza che si vorrebbe cancellare, e soprattutto paura del giudizio esterno che valutiamo come più importante di noi stessi. Tutto questo invece l’ho superato facendo una psicoterapia che, grazie ad un percorso fatto anche di sofferenza, mi ha consentito di uscirne. Attraverso la psicoterapia ho scoperto che quel trauma, insieme ad altre esperienze veramente negative vissute nella mia infanzia e nella mia adolescenza, mi aveva portato ad allontanarmi da tutti, a sentirmi inutile, senza energie fino a non avere la voglia di affrontare la giornata. Questo soprattutto perché mi sentivo totalmente in colpa, isolata nella mia vergogna che si rafforzava proprio perché non riuscivo a parlarne; mi sarei sentita giudicata dagli altri come l’unica responsabile dell’esperienza, pur terribile per me. I pensieri negativi e contorti su sé stessi non mi davano nessuno scampo, nessun appello e nessuna revoca. Un circolo vizioso costruito nella mia mente che non mi dava nessuna salvezza. Aver rivissuto, anche se indirettamente, quell’esperienza, mi ha dato la forza di chiedere aiuto, di farmi sostenere e guidare in un processo di “liberazione” che da sola non sarei riuscita a fare. Ho intravisto uno spiraglio di luce proprio nel momento in cui ho avuto il coraggio di farmi aiutare. Già quell’aprirmi al racconto, a quel dialogo, mai fatto nemmeno a me stessa, a quella fiducia di sentirmi appoggiata, sostenuta quando crollavo e a quel confronto senza giudizi che non mi sembrava possibile, mi ha trasformata lentamente ma irreversibilmente in quella che ora sono. Ora infatti mi sento come se mi fossi svegliata da un incubo o da un lungo letargo e per la prima volta sento la voglia di vivere ed è una bellissima sensazione che non conoscevo prima. Ho imparato ad affrontare i problemi senza le vecchie paure e senza quegli schemi che guidavano i mie pensieri e le mie azioni. Non sento più quell’ansia, anzi quell’angoscia che mi faceva soffocare. La mia mente prima era molto confusa, ma adesso è finalmente sgombra ed è tutto più facile e la sensazione è bellissima. E’ soprattutto per questo che desidero, attraverso la mia esperienza, spronare, aiutare altre persone che forse, senza saperlo, hanno bisogno di un aiuto psicologico. Molto spesso accade infatti che non si riesce ad andare da uno psicoterapeuta per paura di rivivere delle esperienze che hanno traumatizzato fortemente, da cui non ci si riesce a sottrarre o per l’idea comune di venir considerati “matti” se bisognosi di andare a fare una psicoterapia. L’unica maniera di essere se stessi è conoscere se stessi senza paura e riconoscersi in quello che si è. Io ho sperimentato in prima persona che intraprendere una psicoterapia (nel mio caso una psicoterapia cognitivo-comportamentale) può cambiarti la vita, in meglio ovviamente.

 

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